cosa visitare a MODICA in 5 giorni
giorni
PER INNAMORARSI
- CORSO UMBERTO
- CHIESA DI SAN DOMENICO
- CHIESA MADRE DI SAN PIETRO
- LA COLLEGIATA DI SANTA MARIA DI BETLEM
- CASA MUSEO DI SALVATORE QUASIMODO
- CASTELLO DEI CONTI
- CHIESA MADRE DI SAN GIORGIO
- TEATRO GARIBALDI
- CHIESA DI SAN NICOLÒ INFERIORE
- CHIESA DEL CARMINE
- Quartiere Cartellone / belvedere
- Chiesa di San Giovanni Evangelista
- Chiostro Santa Maria del Gesù
- Museo della medicina T. Campailla
- Chiesa della Madonna delle grazie
- museo delle arti e tradizioni popolari
- Palazzo Cultura / museo civico Belgiorno
- Museo del cioccolato
- Collina Monserrato / belvedere
- Quartiere San Paolo
- Quartiere Santa Lucia
- Chiesa di Santa Teresa e piazzetta
- Chiesa di San Nicolò ed Erasmo
- via pizzo / belvedere
- Parco Padre basile
- parco san giuseppe “u timpuni”
- BIBLIOTECA COMUNALE
- PALAZZO DEGLI STUDI
- CHIESA S.MARIA DEL SOCCORSO
- SOCIETA OPERAIA MUTUO SOCCORSO
- PALAZZO GRIMALDI
- PORTALE DE LEVA
- QUARTIERE D’ORIENTE
Dopo i tre giorni che dovrebbero essere bastati per abbracciarla, lasciandoti guidare dall’amore della scoperta, Modica ora ti si apre davanti, come un mondo nuovo. Naturale e antico, ancestrale e selvaggio. Una tappa del cammino che passa dalla pietra alla memoria, scende dentro cave millenarie e riemerge tra le onde del mare, dove le tartarughe tornano a deporre le uova. Anche negli ultimi due giorni di viaggio, Modica non ti fa “abituare” alla sua bellezza. E ti apparecchia ancora una scoperta.
Come i tredici chilometri di storia scolpita nella roccia di Cava Ispica. Anche se la sua vera lunghezza va misurata in millenni. Questo canyon, tra i più affascinanti del sud-est siciliano, racconta l’incontro tra natura e civiltà. Siamo nelle campagne modicane, tra felci, ciclamini, ulivi selvatici, timo e nepitella. E tra grotte: migliaia, incise nei fianchi della cava come pagine di un palinsesto archeologico. Già segnalate, disegnate, raccontate nei taccuini e negli acquerelli dei viaggiatori del Grand Tour tra fine ‘700 e inizio ‘800.
Si parte dall’Area Archeologica, dove si aprono subito le catacombe della Larderia, le più grandi della Sicilia dopo quelle di Siracusa: oltre 40 metri di loculi, tre gallerie e una tomba a baldacchino, segno di una sepoltura illustre. Si prosegue verso le Grotte Cadute, su sei livelli, complete di silos, cisterne e alcove. Da qui, sul versante opposto della vallata, ecco Poggio Salnitro, con una necropoli tardoromana e una chiesa rupestre. La chiamano Spezieria perché le buche scavate sul pavimento sembrano i contenitori di pozioni e intrugli medicamentosi. Una piccola deviazione nella zona di Baravitalla ti conduce alla Grotta dei Santi, decorata con oltre trenta affreschi e iscrizioni greche, e alla Tomba a finti pilastri, sepoltura scenografica di una famiglia importante. Più avanti, ecco il misterioso Castello: cinque piani verticali di grotte collegate da botole e cunicoli, un condominio rupestre alto 25 metri di cui non si conosce l’origine. Subito dopo, il Convento: sette livelli di grotte dedicate a Sant’Alessandra, resti di affreschi e una sorgente d’acqua, forse usata per scopi termali. Il sentiero continua nella gola, tra il canto delle poiane e il profumo intenso delle tante specie endemiche (salvia, timo selvatico e nepitella), felci e ciclamini, palme nane e olivi selvatici, limoni, mandarini. Fino a quando la natura incontra di nuovo la storia e ti mette davanti agli occhi grotte con forni anneriti, stalle scolpite nella roccia. La cava, abitata fino al secolo scorso, si apre infine verso l’alto: da uno sperone si abbracciano con un solo sguardo il mare e l’Etna. E, insieme a te, anche il tempo sembra fermarsi.
E poi, a cavallo tra le provincie di Siracusa e Ragusa, tra i comuni di Rosolini e Modica, puoi visitare un altro meraviglioso angolo immerso nella natura: Cava dei Servi. È uno dei luoghi più facilmente accessibili per fare esperienza diretta di una tipica cava degli Iblei: quello che qui si chiama “cava” è in realtà un piccolo canyon, scavato nella roccia dall’azione erosiva millenaria dell’acqua. Gole profonde e ripide, come segno distintivo del paesaggio ragusano. A Cava dei Servi si scende tramite un sentiero agevole. Da lì puoi scegliere se esplorare i percorsi di trekking attorno alla gola oppure rilassarti sul fondo della cava, ammirando le marmitte e le conche formate dal Tellesimo, il corso d’acqua che ancora oggi la attraversa. Camminando lungo i sentieri ombreggiati del bosco mediterraneo scopri una vegetazione ricchissima: lecci, querce, e soprattutto garriga, macchia mediterranea fatta di piccoli arbusti sempre verdi e bassi, tra cui timo rosmarino, ginestre e abbondanti specie erbacee. La fauna è altrettanto sorprendente: si incontrano falchi, poiane, beccacce, tortore, ma anche volpi, istrici e gatti selvatici. Un piccolo paradiso naturalistico incastonato tra le colline.
E ora? Vuoi farti un tuffo a mare? Eccoci a Marina di Modica, la meta estiva dei modicani che – quasi tutti – “scendono” sulla costa, dopo San Pietro. Sviluppatasi tra gli Ann’ 60 e gli Anni ’80, Marina è diventata una delle frazioni costiere più frequentate del territorio. Il suo lungomare permette di ammirare la baia, la sabbia dorata e le dune oggi protette. Marina di Modica è Bandiera Blu e da qualche tempo mostra anche le recinzioni che segnalano i nidi delle tartarughe marine Caretta Caretta, che scelgono proprio questi litorali per la nidificazione. La piccola baia è un vero paradiso per chi ama surf e windsurf: merito della sua esposizione e delle condizioni di vento favorevoli, che la rendono una delle mete predilette dagli appassionati di sport acquatici. Dopo un periodo in cui i riflettori sembravano essersi spostati su destinazioni più mondane, ha vissuto negli ultimi anni un’autentica rinascita: i colori del mare, il tramonto e la brezza marina disegnano un’esperienza di pace e bellezza difficili da dimenticare. Procedendo verso est da Marina di Modica, dopo Punta Regiglione – arrivi a Maganuco, altra località balneare modicana. Il percorso si snoda tra scogli bassi e degradanti che formano piccole baie sabbiose, ideali per fermarsi a fare il bagno. Intorno, la macchia mediterranea costiera domina il paesaggio: agavi con fiori che svettano come soldatini verso il cielo, palme di un verde intenso che contrastano con il blu profondo del mare. La spiaggia di Maganuco è in gran parte libera, ampia, di sabbia fine e dorata, protetta da dune e vegetazione spontanea.